Con la scomparsa di Valentino Garavani, la moda perde uno dei suoi padri fondatori, e l’Italia uno dei suoi ambasciatori più autorevoli nel mondo. Creatore di un’estetica riconoscibile, rigorosa e profondamente emotiva, Valentino ha attraversato decenni di storia trasformando l’eleganza in un linguaggio universale, fatto di bellezza assoluta, disciplina e grazia.
Nato a Voghera nel 1932, Valentino Garavani ha costruito il suo immaginario tra Parigi e Roma, portando nella couture una visione che univa il rigore dell’alta sartoria francese alla teatralità e al romanticismo italiani. Nel 1960 fonda la Maison Valentino, destinata a diventare uno dei nomi più iconici del lusso internazionale. Da quel momento in poi, la sua moda diventa sinonimo di perfezione formale, di abiti pensati per esaltare la figura femminile senza mai sovrastarla.
Il celebre Valentino Red (una tonalità diventata leggenda) è forse il simbolo più immediato del suo lascito, ma ridurre il suo genio a un colore sarebbe ingiusto. Valentino ha saputo vestire l’idea stessa di femminilità: potente ma composta, sensuale ma mai aggressiva, consapevole della propria forza. Le sue creazioni hanno accompagnato alcune delle donne più iconiche del Novecento e dei primi anni Duemila, da Jacqueline Kennedy a Elizabeth Taylor, da Sophia Loren a modernissime muse contemporanee, trasformando ogni apparizione in un momento di storia.
Nel 2008, con una sfilata d’addio rimasta impressa nella memoria collettiva, Valentino saluta le passerelle, lasciando il timone creativo ma non il mito. Da allora, il suo nome ha continuato a vivere come riferimento assoluto di eleganza, disciplina e visione, influenzando generazioni di designer e creativi in un’industria sempre più veloce, spesso smemorata, ma ancora debitrice dei suoi codici.
Valentino Garavani non è stato solo uno stilista, ma un costruttore di immaginari. Ha dimostrato che la moda può essere senza tempo, che il lusso può essere silenzioso, che la bellezza non ha bisogno di urlare per imporsi. In un’epoca in cui tutto passa rapidamente, il suo lavoro resta. E continuerà a farlo.
Oggi lo salutiamo con rispetto e gratitudine, consapevoli che poche figure hanno saputo incidere così profondamente sull’idea stessa di eleganza. Valentino non ha solo vestito le donne: ha insegnato al mondo come guardarle.


