Siete pronti per gli Oscar 2018? Mancano solo 72 ore all’evento dell’anno, quelle che bastano per non arrivare impreparati. Avete già visto i film protagonisti di questa edizione? Vi diciamo noi quali sono quelli candidati per il miglior film,  più uno.

 

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Chiamami col tuo nome

Erano 19 anni che un film di un regista italiano non veniva nominato nella short list del miglior film. L’opera di Luca Guadagnino racconta la storia d’amore tra Elio e Oliver sullo sfondo dell’estate italiana del 1983. Sono quattro in tutto le nomination ottenute dal film: miglior film, miglior canzone originale, migliore sceneggiatura non originale e migliore attore protagonista (Timothée Chalamet).

Perché guardarlo: perché è stato il film più discusso dell’anno e perché vale la pena essere campanilisti in questa occasione.

 

Dunkirk

Dunkirk

Il film di Christopher Nolan racconta un episodio della Seconda Guerra Mondiale: a Dunquerque, una spiaggia dell’Alta Francia, l’esercito britannico è circondato dalle truppe naziste e attende di essere evacuato.

Perché guardarlo: perché a un filmone sulla Seconda Guerra Mondiale non si dice mai di no, soprattutto se il regista ha preferito non ricorrere ad effetti speciali, ricostruendo il set minuziosamente e arruolando centinaia di comparse.

 

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Scappa (Get Out)

Per la seconda volta nella storia degli Academy Awards un film horror arriva nella short list dei migliori film. La prima volta? Nel 1992 con “Il Silenzio degli innocenti”. Il fatto che vinse fa ben sperare al regista Jordan Peele, al suo esordio. La trama di Scappa racconta di Chris, ragazzo afroamericano, che va a conoscere i genitori della fidanzata wasp Rose. Un weekend di terrore in cui i suoceri si riveleranno il nuovo Ku Klux Klan.

Perché guardarlo: perché il regista è al suo debutto, perché con un mini budget è diventato il caso cinematografico dell’anno negli Usa…e perché che weekend sarebbe senza un film horror?

 

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Lady Bird

Un po’ teen movie, un po’ racconto di formazione, Lady Bird è stato il film rivelazione dell’anno. Greta Gerwig, alla sua prima prova da regista, è la quinta donna a essere nominata per la miglior regia nella storia degli Oscar. La storia racconta del rapporto tra l’adolescente insoddisfatta Christine”Lady Bird” e la madre iper protettiva Marion.

Perché guardarlo: perché è una storia che parla di donne forti, tanto che le 5 nomination conquistate sono tutte dedicate a loro, dalla regista Greta Gerwig alle protagoniste  Saoirse Ronan e Laurie Metcalf.

 

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Il filo nascosto 

L’atelier londinese di un couturier che realizza abiti per le grandi dive del cinema e principesse è il set de Il filo nascosto, racconto sulla storia di dipendenza tra il sarto Reynolds Woodcock e la sua musa-amante Alma. Tra le 6 nomination, non poteva mancare quella per i migliori costumi.

Perché guardarlo: perché rappresenta l’addio al cinema di Daniel Day-Lewis, che “rischia” di fare il poker con l’Oscar al miglior attore protagonista.

 

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L’ora più buia 

Il Regno Unito nella Seconda Guerra Mondiale è grande protagonista di questi Oscar. Oltre a Dunkirk, anche L’ora più buia racconta del momento più critico della carriera politica di Winston Churchill, chiamato a decidere le sorti della nazione.

Perché guardarlo: anche in questo caso, a un film di guerra è difficile dire di no, soprattutto se il protagonista Gary Oldman, con già in tasca il Golden globe, è riuscito a trasfigurarsi completamente in Churchill grazie anche a oltre 200 ore di trucco.

 

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The Post

L’ultimo film di Steven Spielberg racconta di come il Washington Post, fino ad allora poco più di un giornale locale, diventò uno dei più importanti quotidiani americani con la pubblicazione dei Penthagon papers, grazie alla decisione del direttore Ben Bradlee e dell’editore Katharine Graham, passata alla storia come la prima donna a capo di una casa editrice.

Perché guardarlo: anche questa è una storia di donne emancipate e forti. E poi, come si fa a dire di no a Meryl Streep, alla sua 22esima nomination agli Oscar?

 

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La forma dell’acqua

Il film di Guillermo Del Toro è quello con più nomination, ben 13 (una in meno di Titanic). La trama racconta di Elisa, un’addetta alle pulizie sordomuta che lavora in un laboratorio del governo degli Stati Uniti, dove per caso incontra una creatura anfibia misteriosa imprigionata in una vasca. Sono gli anni della Guerra Fredda e questo “mostro” potrebbe rivelarsi l’arma giusta contro il nemico.

Perché guardarlo: perché tutti amiamo le storie d’amore impossibili.

 

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Tre manifesti a Ebbing, Missouri 

La trama racconta di come tre cartelloni pubblicitari, affissi da Mildred per accusare la polizia di non aver fatto nulla dopo l’omicidio della figlia, cambieranno le vite dei tre protagonisti: Mildred, appunto, lo sceriffo Bill e il poliziotto Jason.

Perché guardarlo: perché con 4 premi è stato il film rivelazione degli ultimi Golden Globes. E perché contro tanti mostri sacri, la vittoria di un outsider non sarebbe affatto male.

 

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Tonya

Tonya altro non è che Tonya Harding, promettente pattinatrice americana autrice del primo axel della storia diventata protagonista del più grande scandalo sportivo degli Stati Uniti.

Perchè guardarlo: perché pur non essendo candidato al miglior film, Margot Robbie ha interpretato così bene le sfumature dell’ex stella del pattinaggio da ottenere la sua prima nomination come migliore attrice. Forse non la conquisterà, ma speriamo sia la prima di una lunga serie di nomination.

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