Una storia lunga 35 anni. È quella di Moschino, uno dei marchi italiani di maggiore successo a livello internazionale e tra i più amati dalle fashioniste di ieri e di oggi. A fondarlo è stato Franco Moschino, creativo visionario e dallo sguardo disincantato nei confronti del mondo della moda. A guidarlo oggi è Jeremy Scott, il designer americano che ha saputo riprendere in mano l’heritage del brand con un touch estremamente contemporaneo. Siete pronti a scoprire la storia di Moschino? Ve la racconta The Blonde Salad!

 

Dal 1983 al 1994: il mondo conosce lo stile di Franco Moschino

Da pittore a stilista, per Franco Moschino il passo è stato breve. Nato nel 1950 ad Abbiategrasso, in provincia di Milano, il suo sogno era quello di dipingere. Ma complici gli studi all’Istituto Marangoni e diverse collaborazioni come illustratore di moda, in particolare con Gianni Versace e Cadette, Moschino nel 1983 inizia la propria avventura nel fashion system con il marchio Moschino Couture!

Fin dall’esordio, lo stile Moschino travolge il mondo della moda come in fiume in piena. Anarchico, dissacrante, provocatorio, esuberante: la sua visione della moda, come dichiarava lui stesso, non era tanto quella di creare qualcosa di nuovo, ma di rileggere e ridare lustro a ciò che già esisteva. “Non c’è creatività senza caos”, amava ripetere lo stilista. Sotto la sua matita, il tailleur Chanel che vestiva le ricche signore degli Anni Ottanta viene sdrammatizzato con bottoni a forma di forchette e cucchiai, mentre la Gazzetta dello sport si trasforma nel tessuto dei suoi completi dal taglio maschile. I suoi abiti sono ricamati con il loro prezzo in bella vista o con slogan che ben presto diventano dei cult: “La classe non è acqua”, stampato sui costumi da bagno, la storpiatura del suo cognome in Moschifo, fino a slogan come “Fashion Fashioff”, “Bullchic” o “Stop the fashion system!”.

Uno stile capace di catturare l’attenzione di una clientela non solo attenta alle novità, ma sensibile alle cause sposate dallo stesso Moschino, fervente ecologista e pacifista. Moschino diventa il testimonial migliore per il suo brand, posando di fronte all’obiettivo e lanciando moniti contro la droga, il razzismo e il consumismo. A restare affascinata dal suo messaggio di stile sarà niente meno che la Principessa Diana, che chiederà a Franco Moschino di realizzare per lei diversi abiti che indosserà in occasioni ufficiali.

L’ascesa dell’enfant terrible della moda italiana è destinata a spegnersi presto. Nel 1993, a dieci anni esatti dalla nascita di Moschino Couture!, nel frattempo affiancata da nuove linee come Moschino Cheap & Chic, Moschino Jeans e Moschino Uomo, Moschino celebra la sua storia con la grande mostra “X anni di Kaos!” al Museo della Permanente di Milano. Un’esposizione che ha il sapore di un addio: il 18 settembre 1994 Franco Moschino si spegne all’età di 44 anni.

 

Dal 1994 al 2013: Rossella Jardini porta Moschino nel futuro

A raccogliere il testimone di Franco Moschino è Rossella Jardini, suo storico braccio destro. A lei tocca il difficile compito di amministrare l’immenso patrimonio creativo lasciatole in eredità dallo stilista e di traghettare l’estetica Moschino nel futuro e nel mondo intero. Un’impresa che può riuscire solo a lei, l’unica a conoscere il “Moschino pensiero” in profondità. Durante la sua direzione creativa (nel 1999 Moschino sarà rilevata dal gruppo italiano Aeffe), Jardini resta fedele all’immaginario del fondatore, ricreando alcuni dei suoi pezzi iconici. A settembre 2013, in occasione delle sfilate per la primavera-estate 2014, va in scena una collezione dedicata ai capi d’archivio per i 30 anni del marchio.

Dal 2013: Jeremy Scott scrive un nuovo capitolo nella storia di Moschino

Dopo i festeggiamenti per il trentesimo anniversario, per Moschino è tempo di voltare pagina. L’uomo chiamato a ripensare lo stile del brand è Jeremy Scott, designer di Los Angeles famoso per il suo stile irriverente e ironico e indicato da Karl Lagerfeld come uno dei suoi possibili eredi da Chanel. Amante delle stampe, dei loghi e degli slogan, sembra un Franco Moschino 2.0, capace di portare l’heritage del marchio verso la contemporaneità.

McDonald’s, Barbie, Looney Tunes, Spongebob… negli anni Jeremy Scott ha collezionato per Moschino una serie di collaborazione prestigiose, che hanno proiettato il brand nella wish list degli young fashionisti di tutto il mondo. Il suo guardaroba spazia da capi d’impatto immediato, come le capsule collection see now-buy now in vendita subito dopo la sfilata, a maxi gown dalle lavorazioni couture, fino alle borse, diventate un cult dagli incassi stellari e tra i fenomeni dello streetstyle più recente.

Se una volta c’era Lady Diana, a rappresentare oggi lo stile Moschino sono celebrities altrettanto iconiche. Madonna, Katy Perry e Cardi B, per esempio, sono oggi tra le BFF di Jeremy Scott e, ovviamente, le testimonial più in vista sui red carpet più glamour.  Come, del resto, anche la nostra Chiara Ferragni, che non perde mai una sfilata Moschino!

Il prossimo capitolo della storia di Moschino? Lo scriverà sempre Jeremy Scott, ma a quattro mani con H&M. Sarà proprio il marchio italiano a firmare la prossima la capsule collection per il colosso svedese del fast fashion, in vendita a partire dall’8 novembre. Ad annunciare la collezione MOSCHINO [tv] H&M sono stati Jeremy Scott e Gigi Hadid durante l’ultima edizione del Coachella.

 

 

Il nostro momento di fashion history è terminato, ma non il desiderio di conoscere ancora di più il mondo Moschino! Pronti per una carrellata dei look più iconici di Moschino firmati Jeremy Scott? Li trovate tutti nella nostra gallery e nelle nostre Stories sul profilo Instagram di The Blonde Salad!

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