Per parlare della mia estate 2016 c’è bisogno di un brevissimo flashback di qualche mese, quindi concedetemi un passo indietro. Tutto ha inizio nei primi giorni del mese di giugno, quando grazie a una compagnia speciale ho scoperto un posto incantato, selvaggio, un lembo di spiaggia che mi ha colpito subito, fino dal primo istante. Così tanto da ispirare alcuni dei miei articoli e soprattutto la mia estate. In che modo? Scegliendo l’Italia, il mio paese, come meta delle mie vacanze estive. Ragazzi, non mi succedeva da quando avevo 17 anni di trascorrere le mie 2 settimane di ferie non all’estero e soprattutto (e sottolineo soprattutto!) da solo con mia madre e le mie sorelle. Una prova ardua da superare, siamo onesti! Ma seguiamo la cronologia degli eventi.

La prima tappa è stata Capalbio, una cittadina in provincia di Grosseto: non c’ero mai stato ma grazie (al sempre sia lodato) Google, che prometteva spiagge incredibili e bellissimi borghi, ho prenotato. Ed eccomi accontentato: le immagini non solo non hanno deluso le mie aspettative, ma anzi le hanno superate. Ho trascorso quindi quattro giorni tra il verde più totale, con un silenzio e una pace mai provate altrove e spiagge con acque così cristalline da far invidia a Ibiza. Finita la mia esperienza in Toscana, ho sentito il bisogno di vedere e sperimentare più Italia e dunque sono andato ancora più giù, verso casa mia: Napoli. Cosa posso dire di questi luoghi? Mi hanno accompagnato per tutta l’infanzia e l’adolescenza, e ogni volta che ci ritorno riescono sempre a trasmettermi tantissime emozioni. Quindi solita colazione con caffè e cornetto, solita pizzeria, solita passeggiata sul lungomare di via Caracciolo, solita ammucchiata con le sorelle sul divano prima di addormentarmi. Con loro dimentico tutto, stress del lavoro soprattutto.
Pochi giorni a Napoli e via ancora più giù: la mia scoperta dell’Italia del Sud è solo a metà percorso.  Dove sono finito? In Calabria, la regione che in estate si trasforma in una delle mete turistiche più amate da chi vuole un mare pulito e spiagge non affollate.

Insomma proprio quello che volevo io per quest’estate: spiagge selvagge immerse nel nulla e un mare solo per me. A Casignana, una piccolissima città in provincia di Reggio Calabria dove le mie sorelle e mia madre mi aspettavano da qualche giorno, il tempo sembra essersi fermato negli anni Cinquanta, con casette, ruderi, botteghe, piante e alberi che si trovano solo nei paesi esotici, la gente sempre affettuosa e contenta di accogliere turisti e dove il chilometro zero è una normalità e non una notizia per attirare i clienti. Ragazzi della frutta così buona non l’avevo mai mangiata in vita mia: ne avrò fatti fuori sì e no 10 chili tra meloni, pesche e angurie! Oltre a questo mi sono concesso anche una visita culturale: lì, proprio a due passi dalla mia casa, c’erano dei resti di una villa romana, risalenti al I secolo d.C. Questo sito rappresenta una delle maggiori attrazioni culturali per il territorio calabro, e non stento a crederlo dato che ci sono resti di mosaici perfettamente conservati di quello che era all’epoca un complesso termale. Per un attimo mi sono immaginato la vita agiata della signoria romana.

Era l’estate che mi ero immaginato, una estate senza eccessi questa volta e più semplice possibile. Piena di sole e di relax, in cui l’unico pensiero era quello di quale costume scegliere per la giornata che avevo davanti.
Mi sono rilassato molto, ho riscoperto (non che l’avessi mai persa!) la mia famiglia, ho ascoltato i loro problemi, abbiamo riso tanto e ho realizzato quanto mi mancano dato che loro vivono a Napoli e io a Milano.  E sono giunto a due conclusioni che si sono tramutate in due promesse grazie a queste vacanze estive edizione 2016: nel futuro ci sarà più Italia e più famiglia.

altri commenti...