C’è un momento preciso in cui la moda smette di essere solo prodotto e diventa racconto culturale. È quello che accade con il nuovo progetto firmato GUESS dedicato a Marilyn Monroe, che nel 2026 prende forma attraverso un doppio livello narrativo perfettamente integrato: da una parte una mostra fotografica al MUDEC di Milano, dall’altra una capsule collection che traduce quell’immaginario in capi contemporanei.
Il progetto si intitola “Beyond the Icon – Marilyn Monroe. A Centennial Tribute by GUESS” e nasce in occasione di un anniversario simbolico, il centenario della nascita di Marilyn Monroe, che cade il 1° giugno 2026, intrecciandosi con i 45 anni di storia del brand. Non si tratta di una semplice celebrazione, ma di un’operazione più ampia che mette in relazione archivio visivo, identità del marchio e nuove forme di storytelling.
La mostra, ospitata negli spazi di MUDEC – Museo delle Culture, rappresenta il cuore culturale del progetto. Aperta al pubblico dal 21 aprile al 24 giugno 2026 con ingresso gratuito, si inserisce nel calendario della Milano Design Week e del Fuorisalone, rafforzando il dialogo tra moda, arte e design contemporaneo. Il percorso espositivo è costruito attraverso tre sguardi fondamentali della fotografia del Novecento, quelli di Bernard of Hollywood, Sam Shaw e Milton H. Greene, autori che hanno contribuito in modo determinante alla costruzione dell’immagine pubblica di Marilyn Monroe.
Le fotografie in mostra non si limitano a restituire il glamour della diva, ma ne raccontano la complessità, alternando immagini iconiche a momenti più intimi e spontanei. Il risultato è un racconto stratificato che esplora il modo in cui Marilyn è diventata un simbolo universale di femminilità, ma anche una figura capace di ridefinire il rapporto tra immagine, identità e autodeterminazione. È proprio questa dimensione più profonda che rende la mostra particolarmente attuale, trasformandola in qualcosa di più di una semplice retrospettiva.
- Marilyn_Glamour_Series-1950-Photo Bernard of Hollywood © 2026 Renaissanc Marilyn Monroe™ Rights of Publicity and Persona Rights are used with permission of The Estate of Marilyn Monroe LLC.
- GUESS – 1992-NYC – ph. Daniela Federici – Model Model Anna Nicole Smith
- GUESS-1992-Ellen Von Unwerth – Model Eva Herzigova
In questo contesto, la moda entra in scena come naturale estensione del racconto. La mostra diventa infatti anche il luogo di presentazione della Marilyn Monroe™ Capsule Collection, creando un dialogo diretto tra le immagini d’archivio e la loro reinterpretazione contemporanea. La collezione riprende i codici estetici che hanno definito l’immaginario della diva e li rielabora attraverso il linguaggio di GUESS, mantenendo un equilibrio tra heritage e attitudine moderna.
La capsule collection
Per comprendere davvero il senso di questa capsule, è utile tornare al 1981, quando GUESS introduceva il celebre jeans Marilyn a tre zip, un capo destinato a rivoluzionare il denim. In un’epoca in cui i jeans erano ancora percepiti come capi funzionali, quel modello slim fit riusciva a portare nel quotidiano un’estetica fortemente ispirata al cinema e alla sensualità delle grandi dive. Era il riflesso diretto della visione di Paul Marciano, che ha sempre costruito l’identità del brand attorno a un’idea precisa di glamour, capace di fondere lo chic europeo con il fascino della vecchia Hollywood.
Oggi quel codice estetico viene ripreso e aggiornato. Il jeans Marilyn torna in versione contemporanea, con nuovi lavaggi e vestibilità pensati per il presente, diventando il punto di partenza di una collezione che si sviluppa attorno a silhouette fortemente riconoscibili. Abiti halter neck, top bustier, giacche cropped in denim e pantaloni capri costruiscono un guardaroba che richiama immediatamente l’estetica degli anni Cinquanta, ma lo fa con un approccio più dinamico e attuale.
I capri pants, in particolare, raccontano bene questo dialogo tra passato e presente. Nati tra la fine degli anni Quaranta e l’inizio dei Cinquanta e legati all’immaginario delle vacanze mediterranee, sono diventati simbolo di un’eleganza rilassata grazie a icone come Audrey Hepburn, Sophia Loren e Marilyn Monroe. Nella capsule GUESS, questa silhouette viene ripensata per adattarsi a una nuova generazione, mantenendo intatta la sua carica iconica.
Anche il lavoro su materiali e stampe contribuisce a costruire una narrazione coerente. Le grafiche ispirate all’archivio fotografico di Marilyn si intrecciano con motivi a pois, stampe di ciliegie e pattern a quadri, creando un equilibrio tra nostalgia e contemporaneità. Il denim viene reinterpretato attraverso trattamenti aggiornati, mentre le proporzioni dei capi riflettono un’estetica più giovane e immediata. Il risultato è una collezione che non si limita a citare il passato, ma lo utilizza come strumento per costruire un linguaggio attuale.
Secondo Paul Marciano, il cuore del progetto risiede nell’autenticità di Marilyn Monroe, una qualità che l’ha resa un simbolo duraturo della femminilità americana. Il suo stile era una forma di espressione personale, e proprio questa idea viene oggi ripresa da GUESS per proporre una nuova interpretazione della figura della diva. Non più un modello irraggiungibile, ma una figura che invita ogni donna a diventare la propria musa, riscrivendo il concetto di femminilità in chiave contemporanea.
La Marilyn Monroe™ Capsule Collection è disponibile da aprile 2026 su GUESS.com, nei negozi del brand e presso una selezione di retailer internazionali, confermando la dimensione globale del progetto. Tuttavia, è proprio il dialogo con la mostra al MUDEC a renderla particolarmente rilevante: non un semplice lancio prodotto, ma il punto finale di un racconto che attraversa fotografia, cinema e moda.
In un panorama in cui i brand cercano nuove modalità per costruire narrazioni autentiche, GUESS sceglie di farlo attraverso un formato espositivo, trasformando un’icona del passato in uno strumento per leggere il presente. La capsule diventa così la traduzione concreta di un immaginario collettivo, mentre la mostra ne rappresenta la memoria visiva. Ed è in questo equilibrio tra archivio e contemporaneità che il progetto trova la sua forza più interessante.


