Fashion - October 3, 2023

Il segreto dei costumi di Selena Gomez in Only Murders in The Building 3: intervista alla costume designer Dana Covarrubias

Da oggi è disponibile su Disney+ il finale di Only Murders in The Building 3. Un terzo capitolo riuscito e che, come in rari casi, mantiene alto il livello di scrittura e intrattenimento dei due precedenti, tanto che la quarta stagione è appena stata confermata. Quando lo scorso gennaio è stata annunciata la presenza di Meryl Streep come special guest star nel ruolo di Loretta, le aspettative si erano inevitabilmente alzate. Nessuna delusione però, la season 3 inizia con un doppio colpo di scena e Paul Rudd incanta nei panni di Ben Gilroy, eccentrico (e capriccioso) attore di Broadway. E proprio nell’Olimpo newyorkese del musical si snoda tutto il mistero di questa stagione con Charles (Steve Martin), Oliver (Martin Short) e Mabel (Selena Gomez) alle prese con un omicidio consumato tra il sipario rosso del teatro e l’ormai iconico ascensore dell’Arconia.

 

 















 

 

Se siete amanti del mistery e dei grandi titoli del mondo dei musical, questa stagione vi regalerà innumerevoli citazioni e riferimenti che vi strapperanno un sorriso. E il mistero da risolvere passa anche attraverso la scelta dei costumi indossati dai personaggi principali, ce lo racconta Dana Covarrubias costume designer della serie sin dalla prima stagione e candidata nel 2022 e 2023 agli Emmy per Outstanding Contemporary Costumes for a Series (proprio OMITB).

 

Come hai iniziato la tua carriera da Costume Designer?

Studiavo recitazione, amavo il teatro e volevo fare l’attrice. Poi quando ho iniziato l’università ho realizzato che non mi piaceva stare davanti al pubblico ma piuttosto volevo partecipare dietro le quinte, fare parte del team organizzativo. Un giorno un mio caro amico mi ha chiesto di dargli una mano come costume designer e così ho scoperto che amavo fare le ricerche, approfondire gli aspetti di determinate epoche. Mia mamma era una sarta e io ho veramente sempre disegnato bozzetti di moda e poi questi mondi hanno fatto click. Ho ricoperto ogni posizione nel costume department e ora sono Head designing da 15 anni.

 

Quali film ti hanno influenzato? Hai delle reference ricorrenti?

Amo ogni film, sono davvero una persona che ama il cinema però il prima che mi viene in mente, senza ombra di dubbio, è In the mood for Lovela mia reference numero uno, i costumi sono meravigliosi. Amo fare i rewatch e guardardi con gli occhi del mio lavoro di oggi, per esempio E.T. l’extraterrestre, quante volte l’ho visto senza prestare attenzione ai costumi, poi quando l’ho fatto ci ho visto un nuovo mondo meraviglioso. E poi devo dirti che una mia grande reference è Clueless (Ragazze a Beverly Hills) era il primo film che quando ero una ragazzina mi ha scosso proprio per i meravigliosi abiti.

 

E quando hai letto lo script di OMITB, cosa ti ha convinto?

Ero emozionata, mi piaceva il mix di mistery e comedy, non c’era niente altro di simile in tv in quel momento. C’è molto cuore e anima, credo che quella sia stata la parte più emozionante e poi lo script regalava tanti indizi per costruire i personaggi e creare un mondo completamente da zero. Ovviamente quando ho scoperto il cast ho capito che non potevo tirarmi indietro.

 

Credi che la location, il mitico Arconia, ti abbia aiutata a creare questo immaginario? 

Penso spesso all’architettura nella fase creativa del mio lavoro, credo che sia un dettaglio non trascurabile e che influenza molto lo stile di un personaggio. Devi sempre pensare che il look che stai creando su un personaggio, quell’immagine sarà davanti a qualcosa: un palazzo, una strada, un monumento e quindi deve dialogare con il contesto. Mi sono confrontata molto con Curt Beech del production design e devo dire che mi ha aiutato molto, il lavoro di team è fondamentale. La serie è ambientata a New York, una città che ha almeno due differenti palette: una fatta di colori come acciaio, blu, i colori degi specchi e delle finestre e poi una palette più calda fatta di mattoni, delle piete per strada che scaldano la scena, per intenderci quelle dell’ Upper West Side. Questi due mondi cromatici hanno influenzato lo sviluppo delle palette dei costumi indossati dai personaggi.

 

Nella seconda stagione i look di Mabel sono dei riferimenti alle donne dei film di Hitchcock. Per questa terza stagione a cosa ti sei ispirata? 

Il mistero dei look di Mabel di questa stagione sta nella sua ambientazione: Broadway. Ogni outfit indossato dal personaggio di Selena Gomez è un riferimento al mondo del musical. Per esempio il vestito che indossa per l’appuntamento con Tobert (Jesse Williams) è ispirato al Fantasma dell’opera, spero che i fan guardino la stagione 3 e vedano i riferimenti, non voglio svelarli tutti.

 

E per i look di Loretta (Meryl Streep)?

Per Meryl abbiamo deciso che il look  di Loretta dovesse raccontare immediatamente che è un’attrice. Doveva essere semplice e capace di adattarsi a ogni personaggio da lei interpretato. come se lei avesse un guardaroba fatto di pezzi rubati dagli spettacoli in cui ha lavorato. Quindi un look poteva avere delle vibes shakespeariane e altre con riferimenti a Cechov. Doveva però avere anche un ché di Downtown NYC, quel qualcosa alla Joni Mitchell.

 

Quale personaggio ha il guardaroba più divertente da creare? 

Oliver, senza ombra di dubbio. Amo creare i suoi look in cui si mischiano diversi pattern e innumerevoli texture. Se devo sceglierne un altro vi dico Howard, per quei suoi maglioni bizzarri, le vestaglie e tutto quel guardaroba così eccentrico.

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